Gente, vi devo dire una cosa.

È una cosa che è successa qualche mese fa, ma prima avevo bisogno di far sedimentare.
Forse di realizzare del tutto.
Poi qualche giorno fa ho capito, anzi, sentito che era arrivato il momento di dirlo.
Volevo e avevo bisogno di dirlo.

Gente, mi sono licenziata.

Ecco, l’ho detto.

Ora qui, a seconda di quanto o da quando mi conoscete, potrebbe esserci più o meno confusione.
Farò quindi un riassunto, giuro, breviiiiissimo.

Nasco a Lucca, con molti capelli.
Cresco, anche se mangio poco e sempre le solite tre cose.
Vado a scuola e sogno da grande di fare la bagnina.
Faccio il liceo linguistico.
A 17 anni vivo un mese in casa di una famiglia americana in Colorado e scopro i pancakes.
Mi iscrivo a Giurisprudenza; capisco che proprio non mi piace; inizio a cucinare dolci e apro un blog; cambio molti colori di capelli.
Con lo spirito masochista che a volte mi contraddistingue, finisco l’università e mi laureo.
Pochi giorni dopo la laurea, mi raso i capelli e mi iscrivo al corso di pasticceria ad Alma, scuola internazionale di cucina italiana.
Con grande soddisfazione mi diplomo pasticcera professionista.
Inizio a lavorare, provando l’ebbrezza della vita della ristorazione.
Nel 2016 mi trasferisco a Milano e inizio a lavorare nel laboratorio della Pasticceria Martesana.
Nel 2017 inizio per divertimento a registrare su Instagram  “Ricette in Pigiama”.
Nel 2019 mi dico: “ma se iniziassi a cucinare in pigiama (e non) per gli altri come lavoro?”
Nel 2020 pandemia, Covid, tutto fermo, tutto bloccato; tutto tranne la mia testa che viaggia a cento all’ora per realizzare questo mio piccolo grande progetto.
Gennaio 2022 apro la partita iva come chef e domicilio e home restaurant e nel frattempo continuo a lavorare anche come dipendente.
Aprile 2022, complici le mie solite riflessioni sulla vita in prossimità del mio compleanno, ho un’illuminazione: voglio/devo dedicarmi solo al mio progetto.
Maggio 2022 do le dimissioni.
Luglio 2022, dopo quasi sei anni di onorato servizio, finisco di lavorare nella Pasticceria Martesana e sono ufficialmente una libera professionista.

È stato semplice come scriverlo in poche frasi in questo post?
Ovviamente no.
Potete intervallare praticamente ogni riga con lacrime, crisi esistenziali più o meno acute e qualche birretta.

Ho avuto paura?
Ovviamente sì. A volte parecchia.
Però alla fine è stata più forte la voglia di libertà.
Libertà di scegliere, libertà di fare ciò che amo e in cui credo, libertà di essere me stessa.
Anche libertà di avere paura, perchè no.
(Ma poi che bella la sensazione di scoprirsi coraggiosi.)

Ho ancora paura?
Certo, che domande.
Ho paura di non essere all’altezza, ho paura del fallimento, ho paura delle nuove abitudini, ho paura della delusione.

Però ho anche quella sensazione nella pancia che mi dice che è la cosa giusta da fare; che se voglio vedere se funzionerà devo dedicarmi al mio progetto al 100%, perchè è un buon progetto e, soprattutto, è il mio progetto.

Ho passato troppo tempo a non seguire la mia “pancia”, è arrivato il momento di fidarsi.

(Quale progetto? Questo: https://www.ilcucchiaiogiallo.com/cosa-faccio/ )

Ho scattato questa foto la sera che mi sono detta: “Sì, ok, mi licenzio!”
Quando prendo delle decisioni, più o meno importanti, mi faccio una doccia, per concludere le ultime riflessioni e lavare via ogni possibile dubbio, e poi mi bevo una birra in accappatoio, sulla porta di casa, guardando i box davanti.
E ogni volta, alzando poi lo sguardo oltre i box, faccio una sorta di brindisi, a volte silenzioso, a volte no.
Durante questo brindisi ero veramente emozionata, ma ancora ignara di tutte le forti sensazioni che avrei provato nei mesi successivi.
Ma questa è un’altra storia.

Smartie
(ora freelance, yeah!)